Un aperitivo meravigliosamente rinfrescante e spumeggiante

Approfondimenti riguardo le origini e le particolarità del prosecco

Chi di noi non ha mai assaggiato del prosecco? E chi di noi non l’ha apprezzato almeno un po’?

Sono sicura però, che molti pochi di voi hanno qualche notizia più approfondita riguardo le origini e le particolarità del prosecco. Quindi eccomi qui per lasciarvi qualche spiegazione e qualche curiosità in più a riguardo.

La prima volta che sentiamo parlare di quello che oggi chiamiamo Prosecco è con Plinio, che lo chiama vino pucino e con Livia, moglie dell’imperatore Augusto, che ne tesse le lodi per le sue doti medicinali.

Nei primi del Cinquecento a Trieste nasce il bisogno di differenziare la ribolla triestina da tutti gli altri vini con lo stesso nome prodotti nel Goriziano e, a costi inferiori, anche in Istria, così dichiarano che quella triestina è la diretta erede del pucino. Le conferiscono quindi una precisa caratterizzazione geografica, identificando il luogo dove veniva prodotta nell’antichità: il Castello di Prosecco, nei pressi della località di Prosecco.

Col passare degli anni la zona di origine si perse un po’ ma prese piede nelle zone di Treviso, più nello specifico tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene.

La prima volta che leggiamo la parola Prosecco così come la conosciamo oggi, è nel poemetto “Il Roccolo” nel 1754:

«Ed or ora immollarmi voglio il becco / Con quel melaromatico Prosecco. / Di Monteberico questo perfetto / Prosecco eletto ci dà lo splendido / Nostro Canonico.  Io lo conosco / Egli è un po' fosco, e sembra torbido; / Ma pur è un balsamo sì puro e sano, / Che il Sanlorano, / Il Fontignacco / Sol un Macacco / Sguaiato / Impazzato / Dir potria ch'è miglior vino / Del Prosecco del Ghellino. / ... / Tanto val questo Prosecco / Ch'io per me nol cambierei / Coll'Ambrosia degli Dei»

«E adesso voglio bagnarmi la bocca con quel Prosecco dall’aroma di mela. Da Monte Berico (colle che sovrasta la città di Vicenza) il nostro splendido prete ci fornisce questo perfetto Prosecco (il riferimento è a Jacopo Ghellini della nobile famiglia dei Ghellini di Villaverla). Io lo conosco, non è limpido e sembra torbido (si tratta verosimilmente della originaria versione, che era “sui lieviti” dato che il metodo charmat, utilizzato attualmente, sarebbe stato inventato il secolo successivo); ma è un balsamo così puro e sano che il Saint Laurent, il Frontignac (vini francesi) solo uno stupido, sgangherato e impazzito (“Macacco” è una specie di scimmia e, per estensione, persona sciocca e goffa) potrebbe dire che è vino migliore del Prosecco del Ghellino (ovvero di quello di Jacopo Ghellini) … Questo Prosecco vale così tanto che io non lo cambierei neppure con l’ambrosia degli dei»

Sapete anche che:

  • Nel 2021 sono state vendute 627 milioni di bottiglie per un valore stimato al consumo di 3 miliardi di euro (2.4 nel 2020)
  • Il vitigno principale della vinificazione è il Glera
  • Il Prosecco è il primo vino Italiano per esportazioni.
  • Ottimo per abbinamento con pesce, salumi, formaggi freschi e uova.
  • Ci sono tre diverse denominazioni: Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Prosecco DOCG

 

Che ne dite quindi di una bella gita tra le colline del prosecco? Con la scusa facciamo anche una piccola visita a Venezia, intanto vi lascio qui il nostro link: UN CAMMINO ELEGANTE: TRA PROSECCO E VENEZIA

Una bella gita tra le colline del prosecco

Scopri la Regione del Prosecco: un Itinerario a Piedi tra le Colline Panoramiche di Treviso

Un viaggio a piedi di 6 giorni
Viaggio a piedi
Un indimenticabile tour a piedi attraverso la regione del Prosecco e Venezia che promette una perfetta miscela di esplorazione culturale, delizie culinarie e la pura bellezza di due distinte destinazioni italiane.